ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE "I FIORI"

 

      

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Collocazione  Giuridica 

L’Associazione di Mutuo Soccorso  “I FIORI”, nasce a Faenza il 21 Marzo 1861 la cui precedente denominazione convenzionale  era “Amici Della Luna”, 1842.

La denominazione “I FIORI”ha il riferimento ideale con la raggiunta Unità d’Italia,e coincidendo con il primo giorno di primavera, 21 Marzo,  alla primavera di vita.

Con il D.L. 3818 del 15/4/1886 e successive modificazioni, si ottenne il riconoscimento giuridico.  Lo Statuto della Società Mutuo Soccorso,Cultura e Sport “I FIORI” depositato alla Cancelleria del Tribunale Civile di Ravenna il 24 Febbraio 1989 n.885.

Affiliazione alla Federazione Italiana delle Società di Mutuo Soccorso dal 1861 confluita poi nella Federazione Italiana Mutualità in seno alla Lega Nazionale Coop. e Mutue dal 1900.

Seguendo il dettato della Costituzione della Repubblica Italiana promulgata nel 1947, dopo lo scioglimento del “Dopolavoro di Stato” in base al D.L. 382 e DPR.616/1977 al 10 Marzo 1978 l’Assemblea dei Soci  ha aggiornato il “lascito testamentario della proprietà Sociale” devolvendola al solo Ente Locale ( Il Comune di Faenza).

Simbologia Sociale

BANDIERA SOCIALE: Tricolore (Verde, Bianco, Rosso), con banda (bianco-azzurro) e la scritta della denominazione Sociale.

SIGILLO: Un leone rampante che offre la rosa con alla base le due mani che si stringono.

La bandiera sociale tricolore, con l’aggiunta della banda dei colori della Città di residenza, fu scelta da tutte le Società di Mutuo Soccorso d’Italia fin dalla loro costituzione nel 1861. Il leone che offre la rosa porporina, distingue il sigillo Sociale da quello della Città che impugna la spada. Le due mani che si stringono, rappresentano il segno universale della fratellanza  e solidarietà umana.

BANDIERA POLISPORTIVA E DELLE SEZIONI: Fondo bianco-azzurro con al centro il leone che offre la rosa e la scritta della ragione sociale.

DISTINTIVO SOCIALE: Fondo bianco-azzurro ( a forma di scudo araldico) con al centro il leone che offre la rosa e la scritta “I Fiori”.

Il Circolo “I FIORI” è aperto alla frequenza dei propri  Soci, come per i familiari, amici, di ambo i sessi e di ogni età.

Entra a far parte della Società- o Sezioni – chi presenta domanda controfirmata da due Soci presentatori, con diritto di partecipazione e di voto nelle Assemblee e con facoltà di presentarsi “candidato” nelle varie gestioni purchè abbia compiuto il 18° anno di età.

Il Socio è impegnato a rispettare  e a far rispettare lo Statuto Sociale, il regolamento dei Soci, le delibere del C.D.

Anche se non Socio della Società, si può essere tesserati per una Sezione di attività Culturale

Sportiva, del Tempo Libero, nell’età permessa dalle rispettive norme degli Enti preposti.

Il primo  dopoguerra

Per  l’intemperanza di alcuni facinorosi, della milizia fascista, nel  1924  anche la sede della nostra Società subì un’aggressione e vi fu anche un principio d’incendio doloso che peraltro rimase impunito.

A quei tempi non vi erano impianti di illuminazione sussidiaria ed era d’obbligo tenere a disposizione, in bella vista, appese ai muri (come si usava nelle case coloniche), delle lampade a petrolio.  Con tali lampade infrante sui mobili, prendendo di mira una “tavola da gioco a piastrelle”, gli intrusi tentarono di appiccare l’incendio, ma lo strato di copale tradì le intenzioni, almeno in buona parte.

Un identico intervento si avrà poi a fine 1943 da parte di elementi delle “Brigate Nere” con decreto di chiusura temporanea per “ collaborazione coi patrioti di Corbari” in quanto si era sospettato che una telefonata, fatta dallo stesso Silvio Corbari al Comando dell’allora “Capo delle Brigate Nere in Faenza”, per una delle tante “Beffe” di cui tanto si è scritto e ancora si racconta, fosse partita dal telefono della nostra Sede.

Comunque mai si seppe che il Corbari ed un suo ristretto gruppo di Patrioti trovavano rifugio proprio negli  scantinati del nostro circolo.

Silvio Corbari subì il martirio a Cornio di Modigliana, per tradimento, il 18 Agosto del 1944 e il 17 Luglio 1947 nella casa natale di c. Europa in Borgo a cura della “Polisportiva S. Corbari”, costituita presso la nostra Società il 14/2/1946, venne eretta una lapide a ricordo con medaglione in bronzo, opera dell’artista scultore Angelo BIANCINI di Castelbolognese e per molti anni docente presso l’Istituto Statale d’Arte Ceramica”Gaetano Ballardini” in Faenza.

Nel 1926 lo stesso presidente della Società, non iscritto a partiti politici, subì pressioni tali e minacce al punto da essere costretto a dimettersi per far posto a persona più gradita al Regime.

Tali situazioni, ovviamente, portavano a ripercussioni gravi fra i Soci e i loro familiari, con conseguenti disimpegni dalle organizzazioni con calo di frequenza e di iniziative.

Fra il 1928-1931 fiorirono alcune iniziative di “Concerti operettistici” che coinvolsero alcuni componenti del “Gruppo Corale Teatro Masini in Faenza” fra i quali, ci hanno lasciato alcune testimonianze il “ comprimario” Giuseppe Ballardini (di professione Droghiere) il M°d’Orchestra Ino Savini e tanti altri.

Tempi difficili per coloro che cercavano di sostenere l'idea dell’associazionismo di “Mutuo Soccorso” apartitico…

Dal 1932, per alcuni anni ebbe successo la”Settimana di S. Lazzaro” con  -Albero della Cuccagna – una – Lotteria Benefica-, la – Corsa dei Mori - e la distribuzione del pane ai poveri della città.

Nel 1933, si organizzò, dopo le precedenti  “corse per velocipedi” fra il 1890 e 1900 fuori Porta  Chiavi e via delle Vigne, il 1° Giro Ciclistico dei Fiori, vinto dal Socio Guerrino Farolfi che per molti anni è stato collaboratore alla TV del presentatore De Zan.

Durante le “feste di primavera di San Lazzaro”  si pubblicava un giornale”SAN LAZZARO” con le collaborazioni di Arturo Monti (nostro ex Presidente e fondatore del  -Luneri di Smembar-) e del Socio Everardo Berdondini (Tubo).

IL programma delle pubbliche “ feste benefiche” si limitava al periodo di Carnevale mentre nell’estate si organizzavano gare di Bocce.

Tempi difficili in cui, nonostante i tentativi di intrusione esterna, con dignitosa fermezza di tutti i Soci e degli stessi dirigenti che rappresentavano il Dopolavoro “ospitato”, per l’obbligo imposto dal Partito Fascista, si riuscì a salvare l’immagine originaria della nostra Associazione.

Nel contempo la nostra condizione di disoccupati o di studenti di malavoglia, non ci permetteva di frequentare la Sede  Sociale  in forma abitudinaria e si optava  per il Circolo San. Antonino o lo Oratorio Salesiani.

Nel periodo del “razionamento” delle “sanzioni” ricordiamo gli aiuti delle due bottegaie del Borgo

“Maria del loggetto” e la “Biffi del formaggio”, oltre alle pere o mele della buona “Ninetta”.

Al sabato pomeriggio festa grossa con l’arrivo, in bicicletta da Forlì, del simpatico stornellatore Antonioni che portava la inseparabile chitarra, in cerca di organizzare una “serenata” per raggranellare un buon pasto o qualche lira per la settimana nonostante che nell’aria(ascoltando quà e là..) ci fosse aria di tempesta che in pochi anni ci portò ai lutti della grande guerra mondiale 1940/45.

Ricordiamo alcune “Feste Sociali”in cui si finiva di ballare alle 8 del mattino e poi, accompagnate a casa le donne, ci si dava appuntamento a far colazione da “Marianaza” e a prendere il caffè all’Orfero (ove il cantore della bicicletta Alfredo Oriani, un mattino del 1897 fece la prima tappa per la sua “strada” di 1000 km. Attraverso gli appennini Tosco Romagnoli).

Quasi sempre, nel gruppo, vi era il Socio o figlio di Socio più facoltoso che faceva le spese, poche lire del resto a quei giorni.

La prima importante trasformazione della Sede, iniziata nel 1929 si completò virtualmente nel 1933.

Con il completamento del taglio di via Di Sopra verso via Romualdi (ora S. Pellico).

Si costruì  la nuova “Sala delle Feste”, ora Sala Kiss, spostando l’entrata da vicolo S. Antonino, 18 (ove poi è stata riportata nel 1981) in via Di Sopra 34.

Tale scelta impose la demolizione del vecchio campo bocce e delle due noci(alberi di alto fusto che in estate rendevano più  fresco  il pomeriggio  degli anziani che si ritrovavano  a fare una partita a carte e a bersi un buon bicchiere di vino) causando così la forte reazione degli interessati con le dimissioni di due di loro.

Inutile dire che poi con il nuovo campo bocce la Direzione mise in posa non due ma bensì 6 alberi che fino alla guerra 40/45  assicurarono, unitamente a una prodiga  vite di buon moscatello “il verde” per la sosta di giovani e anziani.

Qualche anno più tardi venne acquistata la vecchia”casa Rabitti” (ove ora vi si trova la Sala Circolo Bar) e si riempì l’area adiacente al “Torrione” con le macerie dell’abbattimento delle vecchie case demolite per far posto al nuovo Palazzo Poste, Telegrafo e Pretura a Faenza.

Vi fù anche un completo arredamento, anche se ovviamente adeguato ai tempi (Biliardo,Tavola per gioco a piastrelle, cantina con mescita di vino e Bar – sprovvisto però di macchina per il Caffè Espresso).

I Soci più anziani ci ricordavano il motto riportato sulla tessera sociale che stava a significare la finalizzazione delle iniziative sociali e, di bocca in bocca si ripeteva: “...Luci di gioia sui fiori e dai fiori, luci di bene…”

I concetti “associativi e umanitari” portati avanti dalle consorelle Società di Mutuo Soccorso d’Italia, favorirono il sorgere di più moderne e statali forme di Mutue, Assicurazioni Sociali, Istituti

di Pegno e Credito ma non sempre i Soci, entrati in tali nuovi organismi, nel rapporto di maggior “pubblico potere” si ricordarono delle Associazioni originarie e molte si videro ridotta la “forza sociale” rimanendo preda  della maggior partecipazione “partitica” che ne limitava la libera iniziativa,  la libertà di Associazione Volontaria.

La Guerra

Dopo tanti fuocherelli.. dal 1936 (Africa Orientale) al 1938 (Spagna), dal 1939 al 1945, l’immane secondo conflitto mondiale, da cui la nostra cara Italia ne uscì duramente provata, trascinò allo sbaraglio tante giovani vite.

Diversi nostri Soci contribuirono, con l’assumersi le responsabilità del rispetto alla bandiera tricolore, sui vari fronti di guerra, come poi, per riscattare il nostro Paese, verso un proprio autonomo avvenire di Libertà, nelle formazioni Patriottiche affiancando l’opera delle Forze Armate Alleate e offrendo anche la loro vita per la nostra Libertà.

Oltre allo sportivo e amico Serg. Magg. Arnaldo Cimatti, caduto sul Fronte Greco, alla Med. D’oro, Livio Zannoni, caduto in Africa Orientale, ricordiamo il Serg. Magg. Amerigo Donatini, Nino Cimatti, Luigi Sangiorgi e il Capitano Med. D’oro alla Memoria al V.M. Silvio Corbari, uniti a coloro di cui non abbiamo traccia, periti nei campi di battaglia

La nostra sede ospitò i primi nuclei dei patrioti raccolti attorno al nostro Socio Silvio Corbari ed il loro nascondiglio negli scantinati del “Torrione volto a mezzogiorno” rimase inviolato.

Nel 1944 la  Sede, venne requisita dall’autorità militare e l’attuale Sala Kiss trasformata in una succursale del deposito della Stazione di Faenza, finchè i bombardamenti aerei non rasero al suolo buona parte della Sede lasciando in piedi solo i quattro muri maestri della “Sala Grande”

La mancanza di divertimenti per i giovani del tempo, portava ad iniziative di gruppo con le “Gite domenicali” alle Fonti di San Cristoforo o alle Terme di Brisighella. Si finiva il pomeriggio festivo dietro ad un buon bicchiere di vino e pensando a quanti di noi sarebbero mancati al prossimo appuntamento….. la guerra era stata dichiarata.

Iniziavamo ad ascoltare i commenti dei più adulti o di coloro che avevano magior occasioni di ascoltare la “Voce dell’Italia Libera” delle emittenti clandestine.

Qualche domenica mattina, avevamo incontri con il rimpatriato dal confino politico Achille Pantoli ed era come ritornare a scuola.

Al primo pomeriggio, con pochi intimi amici, con la scusa di usare il Fonoradio, con qualche disco per ripassare le lezioni di ballo che ogni tanto ci impartiva un tale Bendandi in vicolo S.Giovanni, ci riusciva anche di ascoltare “RADIO LONDRA” e ci colpiva molto il particolare musicale dell’annnuncio.