ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE "I FIORI"

 

      

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ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MARTEDI' 29 OTTOBRE 2013

STATUTO

Associazione di promozione sociale “I FIORI”

 

Art. 1- COSTITUZIONE E DURATA

1.1-E’ costituita l’associazione di promozione sociale denominata “I FIORI”.

1.2 - L’associazione non ha scopo di lucro, è autonoma, aconfessionale ed apartitica.

1.3 – La durata dell’associazione è illimitata

 

Art. 2 – SEDE

2.1 – L’associazione ha sede in Faenza, in via Di Sopra n. 34.

 

Art. 3 – SCOPI

3.1-L’associazione ha lo scopo di promuovere e gestire a favore dei soci e dei terzi attività:

a) ricreative, di aggregazione, culturali e in generale di promozione sociale volte allo sviluppo della personalità umana in tutte le sue espressioni ed alla rimozione degli ostacoli che impediscono l’attuazione dei principi di libertà, di uguaglianza, di pari dignità sociale e di pari opportunità, favorendo l'esercizio del diritto alla salute, alla tutela sociale, all'istruzione, alla cultura, alla formazione nonché alla valorizzazione delle attitudini e delle capacità professionali;

b) di turismo sociale e di promozione turistica di interesse locale;

c) di tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico, ambientale e naturale nonchè delle tradizioni locali;

d) di solidarietà e di sostegno a favore dei soci e delle loro famiglie;

e) di beneficenza e solidarietà verso i soggetti svantaggiati.

3.2.- Per il conseguimento degli scopi sopra indicati l’associazione può svolgere, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti attività:

a) organizzare corsi, incontri, conferenze, mostre e manifestazioni di ogni tipo;

b) organizzare concerti, rassegne di film, spettacoli e intrattenimenti di ogni tipo;

c) organizzare centri ricreativi e attività di sostegno formativo ed educativo, quali ad esempio dopo scuola e simili;

d) organizzare attività sportive, ludiche e ricreative;

e) organizzare attività turistiche rivolte ai soci nei limiti previsti dalle vigenti norme;

f) organizzare attività di raccolta di fondi per sostenere le attività istituzionali e per beneficenza e solidarietà, anche attraverso la gestione di feste e sagre locali;

g) disporre di una o più sedi, sia in proprietà che in godimento, ove svolgere le attività sociali, anche attraverso la gestione di luoghi in cui sia possibile la somministrazione di alimenti e bevande ai soci;

h)produrre, distribuire, diffondere, anche tramite il commercio, libri, periodici, testi e audiovisivi di ogni tipo, coerenti con gli scopi sociali, attraverso qualsiasi mezzo di divulgazione; essere titolare o gestore di attività di somministrazione di alimenti e bevande nonché di attività di intrattenimento e spettacolo aperte al pubblico;

i)erogare servizi e/o sussidi ai soci, nei limiti dei fondi disponibili, per sopperire a momentanee difficoltà di ordine economico, sanitario, di studio, di perdita del lavoro, di inserimento lavorativo;

l) effettuare interventi di beneficenza, direttamente o tramite altri organismi senza scopo di lucro, a favore di persone svantaggiate, sia in Italia che all’estero.

3.3 – L’associazione potrà inoltre compiere qualunque attività mobiliare, immobiliare e finanziaria ritenuta utile o opportuna per raggiungere gli scopi sociali, nei modi e limiti consentiti dalle vigenti leggi.

3.4-L’associazione potrà aderire ad altre associazioni o fondazioni aventi scopi simili; potrà aderire ad uno o più Enti di Promozione Sociale di cui alla L. 383/2000 nonché a Enti di Promozione Sportiva o a Federazioni Nazionali riconosciute dal CONI; potrà collaborare con le scuole di ogni ordine e grado e con le Università, con gli Enti Locali e con qualunque altro ente, pubblico o privato, laico od ecclesiastico, avente finalità uguali o simili alle proprie, operanti sia in Italia che all’estero.

 

ART. 4 – RISORSE ECONOMICHE, ESERCIZIO SOCIALE E BILANCIO

4.1-L’associazione trae le proprie risorse da:

a)quote degli associati, nel tipo, ammontare e periodicità stabilite dagli organi sociali;

b)eredità, donazioni e legati;

c)contributi dello Stato e di altri enti pubblici o privati;

d)contributi dell’Unione Europea e di altri organismi internazionali;

e)entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

f)proventi delle cessioni di beni e di servizi agli associati e ai terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

g)erogazioni liberali degli associati e dei terzi;

h)entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali raccolte fondi di ogni tipo, feste e sottoscrizioni anche a premi;

i)altre entrate compatibili con le finalità del sodalizio.

4.2-E’ vietata la distribuzione ai soci, anche in modo indiretto o differito, di utili o avanzi di gestione, nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.  E’ fatto obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore delle attività istituzionali previste dal presente statuto.

4.3-L’esercizio sociale coincide con l’anno solare. Al termine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio e lo sottopone all’approvazione dell’assemblea dei soci, che deve avvenire entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio. Il bilancio consuntivo verrà depositato in copia presso la sede dell’associazione durante i quindici giorni che precedono l’assemblea, per consentire ai soci di prenderne visione.

 

ART. 5 – SOCI

5.1-Possono essere soci dell’associazione tutte le persone fisiche e gli enti senza scopo di lucro, privati o pubblici, che condividano le finalità dell’associazione, senza alcun tipo di discriminazione.

5.2-I soci, anche se eventualmente distinti in categorie deliberate dall’assemblea, hanno tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri; sono espressamente esclusi i soci temporanei.

5.3-L’assemblea potrà nominare soci onorari:

a) chi contribuisce in modo rilevante al sostegno di una o più attività sociali;

b) chi abbia acquisito alti meriti nei settori di interesse sociale.

5.4-La qualifica di socio onorario deve essere accettata dal candidato, ha durata illimitata e conferisce tutti i diritti e doveri previsti dallo statuto per i soci, salva l’esclusione dall’obbligo di pagare le quote deliberate dagli organi sociali.

 

ART. 6 –DIRITTI E DOVERI DEI SOCI

6.1. Chi intende partecipare all’associazione deve presentare una domanda scritta indirizzata al Presidente con i propri dati  e con l’impegno di attenersi alle regole previste dallo Statuto, dai regolamenti interni e dalle deliberazioni degli organi sociali.  La domanda verrà esaminata dal Consiglio Direttivo; in caso di rigetto l’interessato potrà ricorrere al giudice nei casi e modi previsti dalla legge.

6.2 -L’adesione all’associazione comporta per l’associato:

a) il diritto di partecipare alle attività e manifestazioni organizzate dal sodalizio, secondo le modalità stabilite dai regolamenti interni;

b) il diritto di voto nell’assemblea per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti:

c)per i soci maggiorenni,  il diritto di elettorato attivo e passivo per gli organi direttivi dell’associazione;

d)il diritto di prendere visione delle delibere assembleari e dei bilanci.

6.3. L’elenco dei soci dell’associazione è tenuto costantemente aggiornato in un apposito registro, sempre disponibile per la consultazione da parte dei soci. Per i rapporti con i soci fa fede il domicilio risultante dalla domanda di ammissione o da quello successivamente comunicato per iscritto.

6.4-I soci sono tenuti:

a)al pagamento della quota sociale annuale, delle eventuali quote contributive differenziate previste in relazione alla fruizione delle attività del sodalizio, delle eventuali tasse di ammissione deliberate dagli organi sociali competenti;

b)ad osservare il presente statuto, i regolamenti interni e le deliberazioni degli organi sociali.

6.5-La quota sociale non è trasmissibile a terzi in alcun modo, oneroso o gratuito, e nemmeno per causa di morte, e non è rivalutabile.

6.6-L’attività prestata dai soci o dai loro associati, iscritti o delegati a favore del sodalizio si presume volontaria e gratuita, salvo diverso accordo risultante da apposita delibera del Consiglio Direttivo, nei casi e limiti previsti dalla legge.

 

ART. 7 –RECESSO, DECADENZA ED ESCLUSIONE DEI SOCI

7.1-Il socio può recedere in ogni momento, dandone comunicazione al Presidente, senza vincoli particolari di forma o di preavviso; salvo diverso accordo scritto, il recesso ha effetto dalla data di chiusura dell’esercizio in corso.

7.2-Il Consiglio Direttivo può dichiarare decaduti i soci che si rendano morosi nel pagamento della quota sociale annuale o delle altre quote deliberate dagli organi sociali competenti. I soci si intendono di diritto morosi decorsi due mesi dalla chiusura dell’esercizio cui si riferiscono le quote sociali insolute o dal diverso termine di pagamento previsto dagli organi sociali competenti. La decadenza ha effetto dalla data di comunicazione al socio, che può avvenire in via alternativa con lettera, raccomandata, fax, telegramma o posta elettronica.

7.3-L’assemblea ordinaria dei soci, su proposta del Consiglio Direttivo, può escludere i soci che:

a)non osservano le disposizioni dello statuto, dei regolamenti interni e delle deliberazioni degli organi sociali;

b)in qualunque modo danneggiano moralmente o materialmente l’associazione o fomentino dissidi tra i soci.

7.4-Prima di procedere all’esclusione, al socio va inviata una comunicazione, tramite raccomandata a.r., contenente gli addebiti, consentendo facoltà di replica. I soci esclusi possono sempre ricorrere al giudice, nei casi e modi di legge. L’esclusione ha effetto dalla data della comunicazione al socio della delibera dell’assemblea.

 

ART. 8 – RAPPORTI PATRIMONIALI CON I SOCI USCENTI

8.1-I soci receduti, decaduti o esclusi e gli eredi del socio defunto non hanno diritto al rimborso delle quote versate né possono avanzare alcun diritto sul patrimonio sociale.

 

ART. 9 – ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

9.1-Sono organi dell’associazione:

a)l’assemblea dei soci;

b)il Consiglio Direttivo;

c)il Presidente.

7.2 - L’assemblea ordinaria può deliberare di istituire, come organi facoltativi, il Collegio dei Revisori e il Collegio dei Probiviri.

7.3 – La costituzione e le attività dei vari organi sociali possono essere disciplinati, per quanto non previsto dallo statuto, da appositi regolamenti approvati dall’assemblea ordinaria dei soci.

 

ART.8 – L’ASSEMBLEA DEI SOCI

8.1-L’assemblea è l’organo sovrano dell’associazione, è composta da tutti i soci in regola con il versamento delle quote sociali e si riunisce in via ordinaria almeno una volta all’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, allo scopo di:

a)eleggere ogni tre anni il Presidente e il Consiglio Direttivo;

b)costituire ed eleggere il Collegio dei Revisori;

c) costituire ed eleggere il Collegio dei Probiviri;

d)discutere e approvare il bilancio consuntivo;

e)approvare il programma delle iniziative;

f)approvare i regolamenti interni;

g)deliberare sulle proposte di esclusione dei soci;

h)deliberare su tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno su iniziativa del Consiglio Direttivo o dietro richiesta motivata firmata da almeno un decimo dei soci.

8.2-L’assemblea può essere convocata in ogni momento in via straordinaria allo scopo di:

a)deliberare lo scioglimento dell’associazione;

b)approvare le modifiche al presente statuto.

8.3-L’assemblea si riunisce, di regola, presso la sede sociale o, su deliberazione del Consiglio Direttivo, in altra sede più idonea.

8.4-L’assemblea è convocata dal Presidente, previa deliberazione del Consiglio Direttivo, con lettera, fax, telegramma o posta elettronica indirizzata a tutti i soci all’indirizzo risultante dal libro soci, con preavviso di almeno 10 (dieci) giorni. L’avviso deve portare l’indicazione del giorno, luogo ed ora della prima e della eventuale seconda convocazione e l’elenco delle materie da trattare. L’assemblea può validamente deliberare anche in mancanza dell’avviso, qualora siano presenti o rappresentati tutti i soci, siano presenti tutte le cariche sociali e nessuno si opponga; in tal caso si può validamente deliberare su qualunque oggetto, anche se non indicato nell’ordine del giorno.

8.5-L’assemblea ordinaria e straordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la maggioranza dei soci ed in seconda convocazione qualunque sia la presenza dei soci; in ogni caso le delibere sono adottate a maggioranza semplice dei presenti.

8.6- Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci.

8.7-Sia per l’assemblea ordinaria che per la straordinaria la seconda convocazione non può avvenire nello stesso giorno della prima.

8.8-Ciascun socio ha diritto ad un voto e può farsi rappresentare da altro socio, che non sia un membro del Consiglio Direttivo o del Collegio dei Revisori. Ogni socio non può avere più di una delega ed esse sono trattenute agli atti dell’associazione.

8.9-Le votazioni si fanno, di regola e salva contraria deliberazione dell’assemblea stessa, per alzata di mano, salva l’elezione delle cariche sociali che avverrà con schede segrete.

8.10-L’assemblea è presieduta dal Presidente dell’associazione o, in caso di sua assenza, dal Vice-Presidente o, in ulteriore caso di loro assenza, dalla persona nominata dalla stessa assemblea, che provvederà a nominare un segretario, anche non socio, e, all’occorrenza, uno o più scrutatori, anche non soci.

8.11-Le deliberazioni dell’assemblea devono risultare da apposito verbale, sottoscritto dal Presidente e dal segretario.

8.12-Le deliberazioni prese in conformità allo statuto obbligano tutti i soci, anche se assenti, astenuti o dissenzienti.

 

ART. 9 – CONSIGLIO DIRETTIVO: COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO

9.1-Il Consiglio Direttivo è composto da un numero dispari di membri persone fisiche, non inferiore a tre e non superiore a quindici, eletti tra i soci maggiorenni, dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

9.2-Il Consiglio nomina al proprio interno il Vice-Presidente e può, inoltre, attribuire ulteriori deleghe ai propri membri, indicandone le funzioni e la durata, quali quella di segretario, tesoriere e altre che si può riservare di definire. Il Consiglio può, in ogni tempo, revocare o modificare le deleghe attribuite ai suoi membri.

9.3 – Le cariche sociali sono ricoperte a titolo gratuito, salvo il rimborso delle spese vive sostenute per l’espletamento dell’incarico.

9.4- Mancando durante l’esercizio uno o più consiglieri verranno cooptati i primi dei non eletti, che rimarranno in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio; in mancanza il Consiglio dovrà convocare apposita assemblea per procedere all’elezione dei consiglieri vacanti: in ogni caso i nuovi membri  scadranno assieme agli altri membri. In caso di mancanza di oltre la metà del Consiglio occorre convocare, entro trenta giorni, l’assemblea dei soci per il rinnovo dell’intero Consiglio.

9.5-Il Consiglio è convocato dal Presidente ogni qualvolta egli lo ritenga opportuno o quando ne sia richiesto da almeno 2 consiglieri. La convocazione deve contenere l’ordine del giorno e deve avvenire con lettera, fax, telegramma o posta elettronica con un preavviso di almeno 5 giorni; in caso di necessità ed urgenza è ammessa la convocazione con un preavviso ridotto a 2 giorni. Di ogni seduta verrà redatto il verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

9.6-I membri del Consiglio Direttivo possono essere dichiarati decaduti qualora non siano presenti per tre riunioni consecutive durante il medesimo anno sociale, salvo giustificato motivo.

 

ART. 10 - COMPITI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

10.1-Il Consiglio Direttivo è l’organo di gestione dell’associazione e può deliberare su tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che il presente statuto non riserva all’assemblea.

10.2-Il Consiglio può avvalersi di commissioni di lavoro e dell’attività, gratuita o retribuita, di esperti, in grado di contribuire alla progettazione e alla realizzazione delle attività sociali.

10.3-In particolare spetta al Consiglio Direttivo deliberare:

a)sull’attuazione dei programmi dell’attività sociale, secondo gli indirizzi formulati dall’assemblea;

b)sull’ammissione, sul recesso e sulla decadenza dei soci;

c)sull’impiego dei fondi sociali, sull’accensione o estinzione di debiti di ogni tipo e durata e su ogni altra operazione finanziaria attiva o passiva;

d)sulla compromissione in arbitri e sulle vertenze giudiziarie;

e)su qualsiasi altro argomento riguardante l’associazione  che venga proposto dal Presidente o da un consigliere.

 

ART. 11 – IL PRESIDENTE

11.1.-Il presidente è eletto dall’assemblea ordinaria tra i soci, dura in carica tre anni e può essere rieletto.

11.2-Il Presidente ha la firma e la rappresentanza dell’associazione di fronte ai terzi ed in giudizio. Il Presidente, nei casi di necessità o urgenza, può esercitare i poteri del Consiglio, salvo ratifica da parte di questo alla prima riunione utile.

11.3- In qualunque caso di cessazione del Presidente durante il mandato, il Consiglio Direttivo deve convocare l’assemblea dei soci per l’elezione del nuovo Presidente entro trenta giorni.

 

ART. 12 – IL VICE PRESIDENTE

12.1- Il Vice-Presidente svolge le funzioni del Presidente in caso di sua assenza o impedimento accertato dal Consiglio Direttivo.

 

ART. 13 –IL SEGRETARIO

13.1 – Il segretario è nominato dal Consiglio Direttivo al proprio interno.

13.2- Il segretario provvede:

a)alla tenuta dell’elenco dei soci;

b)alla redazione dei verbali delle sedute dell’assemblea, quando non vi provveda un notaio,  e del Consiglio Direttivo, firmandoli unitamente al Presidente;

c) alla tenuta della corrispondenza e dell’archivio dell’associazione;

d) agli altri eventuali compiti affidatigli dal Consiglio Direttivo.

 

ART. 14 – IL TESORIERE

14.1 – Il tesoriere è nominato dal Consiglio Direttivo al proprio interno oppure può essere scelto tra gli altri soci con esperienza amministrativa.

14.2 - Il tesoriere provvede:

a)alla tenuta della contabilità;

b)alla redazione del bilancio consuntivo;

c)alla riscossione delle quote dovute dai soci;

d) alla gestione delle entrate e delle uscite dell’associazione, ivi inclusa la gestione dei conti bancari, sia con firma singola che con firma abbinata a quella del Presidente, in conformità ad apposita delibera del Consiglio Direttivo.

14.2- Il tesoriere che non sia membro del Consiglio Direttivo può essere invitato alle sue riunioni, senza diritto di voto.

 

ART. 15 – IL DIRETTORE DEL CIRCOLO

15.1- Il Consiglio Direttivo può nominare un Direttore del Circolo, scegliendolo tra i soci con adeguata esperienza associativa.

15.2 – Il Direttore del Circolo dura in carica tre anni ed è sempre riconfermabile.

15.3- Il Direttore del Circolo provvede:

a) a mantenere la buona armonia tra i soci;

b) ad allontanare temporaneamente dalla sede sociale i soci che arrechino disturbo, dandone comunicazione al Presidente per gli eventuali ulteriori adempimenti previsti dallo Statuto e dai regolamenti;

c)a collaborare con il gestore delle attività di somministrazione e di intrattenimento per il buon andamento delle stesse.

 

ART. 16- IL COLLEGIO DEI REVISORI

16.1- L’assemblea ordinaria può eleggere il Collegio dei Revisori, in quanto organo facoltativo.

16.2 – Il Collegio è composto da tre membri effettivi e da due supplenti, scelti tra i soci o anche tra i non soci, dotati delle necessarie competenze; l’assemblea ne designa il Presidente.

16.3 - Per le cause di ineleggibilità ed incompatibilità si applicano le norme previste in materia di s.p.a. dal vigente Codice Civile, in quanto applicabili.

16.4 – Il Collegio dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

16.5 - Il Collegio:

a) vigila sull’osservanza della legge e dello statuto;

b) vigila sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento;

c) esercita il controllo contabile;

d) presenta all’assemblea la propria relazione al bilancio consuntivo;

e) deve essere invitato alle riunioni del Consiglio Direttivo, senza diritto di voto, e dell’assemblea;

f) può chiedere notizie agli amministratori su ogni singolo atto di gestione;

g) può compiere in ogni momento atti di ispezione e di controllo, sia individualmente che collegialmente.

16.6 - Il Collegio effettua il controllo periodico della sussistenza del denaro e dei valori mobiliari.

16.7 Se nel corso dell’esercizio viene a mancare un membro effettivo, subentra il membro supplente più anziano di età; nel caso venisse a mancare il Presidente subentra in tale carica il membro effettivo più anziano di età.

16.8 - Il revisore che, senza giustificato motivo, non assiste, durante un esercizio sociale, a tre sedute consecutive del Consiglio Direttivo potrà essere dichiarato decaduto dal Consiglio Direttivo.

 

ART. 17 – COLLEGIO DEI PROBIVIRI

17.1- L’assemblea ordinaria può eleggere il Collegio dei Probiviri, in quanto organo facoltativo.

17.2 – Il Collegio è composto da tre membri effettivi e da due supplenti, scelti tra i soci; l’assemblea ne designa il Presidente.

17.3 – Il Collegio dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

17.4- Se nel corso dell’esercizio viene a mancare un membro effettivo, subentra il membro supplente più anziano di età; nel caso venisse a mancare il Presidente subentra in tale carica il membro effettivo più anziano di età.

17.5- Tutte le controversie che dovessero insorgere tra i soci o tra questi e l’associazione in relazione all’esecuzione o all’interpretazione del presente statuto, dei regolamenti e delle delibere degli organi sociali e che possa formare oggetto di compromesso, possono essere rimesse al giudizio del Collegio dei Probiviri.

17.6 - Il Collegio garantisce il pieno rispetto delle persone coinvolte e il loro diritto alla riservatezza; esso delibera a maggioranza, con poteri di amichevole compositore.

 

ART. 18 – SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

18.1-In caso di scioglimento per qualsiasi causa l’assemblea straordinaria designerà uno o più liquidatori, soci o non soci, determinandone i poteri.

18.2-Il netto risultante dalla liquidazione sarà devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di utilità sociale, sentito il parere dell’ organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della L. 23/12/1996 n. 662, se obbligatorio per legge, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. In caso di assoluta mancanza di attivo e di passivo l’assemblea può deliberare l’estinzione immediata dell’associazione, senza previa messa in liquidazione.

18.3 -In ogni caso è vietato il riparto di somme o beni tra i soci.

 

ART. 19 - VARIE

19.1-Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto vengono richiamate le norme del Codice Civile, della L. 383/2000 e delle altre leggi speciali in materia.

 

 

 

PRECEDENTI STATUTI NON PIU' VALIDI

 

Collocazione giuridica e simbologia sociale

 

La Società di Mutuo Soccorso "I Fiori" nasce a Faenza il 21 marzo 1861. La denominazione "I Fiori" si riferisce idealmente alla raggiunta Unità d'Italia e, coincidendo la sua nascita con il primo giorno di primavera, 21 marzo, alla "primavera di vita".

Con la legge n. 3818 del 15 aprile 1886 e successive modificazioni si ottenne il riconoscimento giuridico.

 Lo Statuto della Società di Mutuo Soccorso Cultura e Sport "I Fiori" e stato depositato alla Cancelleria del Tribunale Civile di Ravenna il 24 febbraio 1889, n. 885.

L'affiliazione alla Federazione italiana delle società di mutuo soccorso avvenne nel 1861 e il sodalizio confluì poi nella Federazione italiana mutualità in seno alla Lega nazionale cooperative e mutue (1900).

Seguendo il dettato della Costituzione della Repubblica Italiana promulgata nel 1947, dopo lo scioglimento del "Dopolavoro di Stato" in base al D.L. 382 e al D.P.R. 616/1977, il 10 marzo 1978 l'Assemblea dei Soci ha aggiornato il "lascito testamentario della proprietà sociale" devolvendola al solo Ente Locale (il Comune di Faenza).

 

BANDIERA SOCIALE: Tricolore (verde, bianco, rosso), con banda bianco­azzurra e la scritta della denominazione sociale.

 

SIGILLO: Un leone rampante che offre la rosa con alla base le due mani che si stringono.

 La bandiera sociale tricolore, con l'aggiunta della banda dei colori della città di residenza, fu scelta da tutte le società di mutuo soccorso d'Italia fin dalla loro costituzione nel XIX secolo.

Il leone che offre la rosa porporina distingue il sigillo sociale da quello della città di Faenza, dove il leone impugna la spada. Le due mani che si stringono rappresentano il segno universale della fratellanza e della soli­darietà umana.

 

BANDIERA DELLA POLISPORTIVA E DELLE SEZIONI: Fondo bianco-azzurro con al centro il leone che offre la rosa e la scritta della ragione sociale.

 

DISTINTIVO SOCIALE: Fondo bianco-azzurro (a forma di scudo araldico) con al centro il leone che offre la rosa e la scritta "I Fiori".

 

Il Circolo "I Fiori" e aperto alla frequenza dei propri soci, nonché  ai loro familiari e amici di ambo i sessi e di ogni età.

Entra a far parte della Società - o delle sue sezioni - chi presenta domanda controfirmata da due soci presentatori, con diritto di partecipazione e di voto nelle assemblee e con facoltà di presentarsi "candidato" nelle varie gestioni, purchè abbia compiuto il 18° anno di età.

Il socio e impegnato a rispettare e a far rispettare lo statuto sociale, il regolamento dei soci, le delibere del consiglio direttivo.

Pur non essendo soci della Società, si può essere tesserati per una sezione di attività culturale, sportiva, del tempo libero, nell’età permessa dalle rispettive norme degli enti preposti.


 

Il primo statuto registrato

 

SOCIETA' DI MUTUO SOCCORSO FRA OPERAI "I FIORI" - FAENZA
STATUTO E REGOLAMENTO DEI SOLI

 

 

SEDE - NATURA E SCOPI

Art. 1° - E costituita in Faenza una Società di Mutuo Soccorso denominata: Società di Mutuo Soccorso fra Operai "I Fiori" con sede in Borgo Durbecco sul torrione di mezzogiorno, dal 24.2.1889.

 

Art. 2° - Tale associazione sostituisce la vecchia Società di Divertimento e Soccorso "I Fiori" con costituzione originaria al primo giorno di Primavera dell'anno 1861.

 

Art. 3° - Natura e scopi della Società sono l'unione e la fratellanza e venire in soccorso alla famiglia del Socio defunto, dei Soci ammalati e familiari, di provvedere per ogni nuova forma di cultura morale, civile, educativa anche nel ricercare giovani Soci.

 

DEI SOCI

Art. 4° - La Società accoglie nel suo seno soltanto uomini appartenenti alle categorie operaie, al 18° anno compiuto.

 

Art. 5° - I Soci sono di una sola categoria, ed avranno tutti gli stessi diritti osservando gli stessi doveri. A motivo della Assemblea e del Comitato di Direzione potranno essere riconosciute categorie onorarie o benemerite per particolari distinzioni Militari, Civili, Sociali, od ovviamente, per le condizioni di famiglia, saranno riconosciute categorie di Soci invalidi o minorati, con riduzioni o esenzioni da quote.

 

Art. 6° - Ogni Socio deve versare all'atto dell'ammissione una "quota di patrimonio" a fondo perduto, per all'importo di una giornata di lavoro, ed in più il contributo mensile "di mantenimento beni" fissato annualmente dall'Assemblea che approva il bilancio preventivo di Settembre, ogni tre anni.

 

Art. 7° - La Società e completamente apolitica.

 

DEI  POTERI

Art. 8° - Nell'Assemblea di consuntivo di Marzo i Soci, in regola con le quote Sociali, eleggono il nuovo Comitato di Direzione, i Sindaci Revisori e il Collegio dei Probiviri, con elezioni separate per il Presidente della società, del Comitato di Direzione, composto di un membro ogni ventuno Soci, fino ad un massimo di otto, del Collegio dei Sindaci e del Collegio dei Probiviri. Alla loro prima riunione, fissata alla lettura dello scrutinio entro sette giorni, gli eletti provvederanno alla distribuzione delle altre cariche o alla nomina di incarichi fuori dal Comitato di Direzione. Il Presidente eletto assumere subito la responsabilità giuridica ad ogni effetto delta Leg­ge 3818 del 15.4.1886, per cui tutti i Soci sono impegnati a rispettarla ed a farla rispettare.

 

(Testo del primo Statuto Sociale dei Fiori, registrato al Tribunale Civile di Ravenna il 24.2.1889 al n. 885. Il documento originale si trova a Torino.)

 


 

Lo statuto attuale

 

COSTITUZIONE, NATURA, SCOPI

 

Art. 1° - E costituita in Faenza, seguendo le norme della Costituzione della Repubblica Italiana, promulgata nel 1947 (art. 18), un'Associazione, operante nei settori della "Promozione Sociale" per il Mutuo Soccorso, Cultura e Sport dilettantistico che assume la denominazione: ASSOCIAZIONE MUTUO SOCCORSO CULTURA E SPORT  "I FIORI"  in FAENZA.

Essa si sostituisce, nella continuità storica, a precedenti denominazioni: Amici della Luna (1841-1860), Mutuo Soccorso "I Fiori" dal 1861, e segue le norme vigenti dopo il decentramento dello Stato agli Enti Locali: D.L. 382 e D.P.R. 616/1977 e seguenti per le "Associazioni di promozione Sociale" in sede regionale e locale.

Alla presenza del notaio con voto Assembleare unanime, il 10 Marzo 1978 e stato aggiornato lo Statuto, con l'attuale, a sostituzione ed abrogazione di ogni precedente, con la precisazione del lascito testamentario (Art. 34) della proprietà, non indebitabile e non divisibile fra i Soci, alla proprietà del Comune di Faenza.

 

Art. 2° - L'Associazione ha sede in Faenza, come dai mappali del catasto del Comune di Faenza, con atto di concessione della Municipalità del 1861 nell'area detta del "Torrione Medievale volto a mezzogiorno" già in concessione al Collegio dei "Cento Pacifici" da epoca remota nel Quartiere del Borgo Durbecco, Rione Bianco, detto degli Azzurri, con entrata da via S. Antonino 18 e da via Di Sopra 34.

 

Art. 3° - L'Associazione è apartitica ed aconfessionale, aperta all'iscrizione di tutti i Cittadini Italiani. Di ambo i sessi, di specchiata moralità. Il versamento della quota annuale volontaria, sociale, fissata dall'Assemblea di tutti i Soci (di norma a marzo), avviene come dalle modalità decise dal C. D. Qualsiasi liberalità viene accolta in base alle vigenti leggi. Le domande di ammissione a Soci vanno inviate al C.D. (su modulo predisposto). Il C.D. predispone il modulo, col riassunto delle norme del diritto e dovere del Socio, approvato dall'Assemblea dei Soci, compresa la casistica disciplinare. L'Associazione, previa approvazione del C.D., potrà avere nel proprio seno Sezioni di attività autogestita (da almeno ventuno sostenitori, Soci e non) previo il rispetto delle vigenti leggi in materia (affiliazioni CONI, enti preposti ecc.). Provvedere per ogni Socio al rilascio della tessera a norma delle vigenti leggi, con esposizione ALBO a norma P.S.

 

Art. 4° - L'Associazione svilupperà un Programma di attività per la promozione sociale, culturale e lo sport dilettantistico, a favore degli associati o non, senza finalità di lucro nel pieno rispetto della liberalità e dignità, ispirandosi ai principi istitutivi di democrazia e di eguaglianza dei diritti e  doveri, nel rispetto delle vigenti leggi. Essa opera per il Mutuo Soccorso, la solidarietà fra i Soci, in collaborazione con l'Ente locale per gli scambi del turismo sociale come per il soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali e in difesa della libertà e la pace nel mondo.

 

SIMBOLOGIA SOCIALE (ROGITO NOTARILE)

 

Art. 5° - L'Associazione, dal 21 marzo 1861, ha adottato come bandiera sociale il tricolore: (Verde-Bianco-Rosso) con la scritta della denominazione sociale, nastro di colore Bianco-Azzurro e il sigillo del Leone rampante che offre la rosa rossa, sulle due mani che si stringono nel segno tradizionale, internazionale della fratellanza umana.

 

MUTUO SOCCORSO, OPERE BENEFICHE, RICONOSCIMENTI DI MERITO

 

Art. 6° - L'Associazione su proposta del C.D. anno per anno, dal fondo di riserva ha facoltà di provvedere per donazioni di somme o acquisto di attrezzi a soccorso fra i Soci e familiari ritenuti bisognosi. - Può intervenire per sovvenzioni di cure in Italia o all'Estero, non previste dagli Istituti Previdenziali o Mutualistici Italiani. - Su proposta del Presidente (a motu-proprio) il C.D. dispone per riconoscimenti di merito a Soci e non. - Il C.D. ha facoltà di devolvere borse di studio per attività di lavoro, artistiche a Istituti o Associazioni, anche al di fuori del proprio seno, con sedi in Faenza.

 


 

DURATA, PATRIMONIO, BILANCIO, ENTRATE CORRENTI

 

Art. 7° - L'Associazione avrà durata illimitata nel tempo.

 

Art. 8° - L'Associazione acquisisce un suo patrimonio di fabbricati mobili, attrezzi, terreni e lasciti (in vita o in morte per volontà testamentaria), cessione usufrutti, come di qualsiasi liberalità, nel rispetto delle Leggi preposte.

 

Art. 9° - Il Patrimonio sociale si compone di quanto accumulato a oggi e degli incrementi futuri.

Le entrate correnti sono costituite dalle quote sociali e oblazioni volontarie da Soci o non, come dagli utili dalle gestioni (affidate a terzi con contratto a norma che ne regola la durata e il mansionario di servizio, con le competenze che la legge concede ai "rappresentanti di licenze") e dagli introiti di manifestazioni organizzate dal C.D. o da Sezioni istitutive.

 

Art. 10° - Il C.D. può delegare la contabilità, tenuta prima nota, elaborazione del Bilancio consuntivo, vidimazione libri di inventario patrimoniale, denuncia dei redditi ecc. a persona di fiducia o ufficio preposto come da D.L. 633/72.

Il Bilancio consuntivo approvato dall'Assemblea (marzo) viene inoltrato agli organi preposti nel rispetto della personalità giuridica - D.L. 3818 del 15.4.1886 e Successive Modifiche - con copia al Comune di Faenza (Art. 34 Statuto).

 

REGOLAMENTO ORGANICO DEI SOCI - NORME E SEZIONI

 

Art. 11° - Il Regolamento organico interno dei Soci, come le norme di seduta del C.D. e Sezioni, con eventuale "casistica disciplinare", servono alla interpretazione di attuazione di Statuto per la vita dell'Associazione. - Le norme di seduta del C.D. e Sezioni, ratificate dall'Assemblea di tutti i Soci, servono per il rispetto della norma di conduzione dei lavori, come in una seconda famiglia.

Su proposta del C.D. con voto Assembleare possono essere modificati. Art. 12° - Il C.D., come le Sezioni, devono tener conto di eventuali norme emesse dagli Enti Locali (D.L. 382 e D.P.R. 616/77) per la normativa Assembleare delle Associazioni di promozione Sociale Culturale e Sportiva nell'ambito di competenza.

 


 

ORGANI DELL'ASSOCIAZIONE

 

Art. 13° - Sono organi dell'Associazione:

a.  L'Assemblea annuale dei Soci

b.  Il Consiglio Direttivo (o detto d'Amministrazione)

c.   Il Presidente-Tesoriere (Legale Rappresentante)

d.  Il Segretario (custode del sigillo sociale)

e.  L'Economo Patrimoniale (servizi e utenze)

f.    Il Collegio dei Revisori dei Conti

Particolari norme, contenute nei C.C. e C.P. come nelle Leggi Regionali vigenti, precisano i compiti per la conduzione delle varie gestioni (con rappresentanza di licenza per quelle di attività Commerciali (circolo-bar, mensa Soci, ecc.) per le rappresentanze Assembleari delle Associazioni di promozione Sociale per organizzazioni di manifestazioni Sociali e pubbli­che per i rapporti fiscali, pubblicità, SIAE, ecc.)

 

ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI

 

Art. 14° - L'Assemblea ordinaria annuale dei Soci si terra di norma nel mese di marzo per l'approvazione del bilancio consuntivo e del bilancio di previsione per l'anno in corso e successivi da definire. - Il C.D., per ravvisate necessita, può indire Assemblee Straordinarie nel corso dell'anno. - L'Assemblea ordinaria o straordinaria sarà valida dopo un'ora dalla convocazione, con qualsiasi numero di intervenuti con presenza personale o per delega non inferiore ai 21, nel qual caso Assemblea viene riconvocata entro gg. 20 con immutato ordine del giorno.

Gli avvisi possono essere recapitati a domicilio o in Sede.

 

Art. 15° - L'Assemblea elegge il Presidente dell'Associazione, i componenti del C.D. fino al massimo di otto, i tre Revisori dei conti (eventuali tre Probiviri o delegandone i poteri al C.D. con voto preferenziale separato, pur usando un'unica scheda). - In mancanza di candidati volontari per la elezione separata, si procede per l'elezione in unica scheda (di secondo grado) coi candidati volontari che entro il 30 dicembre dell'anno precedente a quello in cui si tiene Assemblea elettiva hanno inviato la loro disponibilità (su modulo fornito dal C.D. in carica) o da Commissione elettorale nominata dal C.D. nel corso dell'Assemblea precedente. - Fra gli eletti si procederà alla suddivisione degli incarichi previsti.

 

Art. 16° - Fino alla costituzione e insediamento del nuovo C.D., il Presidente uscente (o chi per esso f.f.) rimane in carica per l'ordinaria Amministrazione. - Le delibere assembleari sono prese per alzata di mano fra i presenti (con esibizione di eventuale voto per delega da altro Socio). Su proposta del Presidente in carica (o f.f.) o da almeno 1 /3 dei presenti (o con delega) alla "verifica poteri" si passa a seduta "segreta" con impegno del "segreto d'ufficio".

L'Assemblea ratifica le proposte del C.D. o del Presidente (che può presentarle anche all'istante per motu-proprio) per casi di concessioni di riconoscimenti di merito ai Soci o non. - Le delibere assembleari, previa verifica di parti, da sottoporre alle autorità tutorie in conformità delle vigenti Leggi dello Stato della Repubblica Italiana, sono impegnative per tutti i Soci. Qualora non si raggiunga una votazione di maggioranza, le delibere su proposta del Presidente sono ritenute come suggerimento per il C.D. in carica o nuovo eletto.

 

Art. 17° - Lo Statuto può essere modificato solo dalla Assemblea generale di tutti i Soci, con una parte "Straordinaria" specificata dall'o.d.g. e con la presenza di un notaio convocato dal C.D. Le modifiche saranno ritenute valide solo dopo l'approvazione degli organi preposti.

 

Art. 18° - In caso di dimissioni del Presidente eletto o nominato, può essere sostituito da un Vicepresidente con facenti funzioni fino alla successiva Assemblea annuale elettiva di tutti i Soci. Se gli eletti non procedono all'insediamento del C.D. nella sera stessa delle elezioni, il Presidente di Assemblea ha il compito di convocarli entro 7 giorni presiedendo la parte iniziale della seduta fino alla nomina del Presidente, non eletto in forma diretta dall'Assemblea.

 

Art. 19° - Dopo che il C.D. sarà composto, in forma diretta o indiretta, non sono ammesse sostituzioni. - Il Presidente del C.D. diviene "Il Legale rappresentante e tesoriere" con facoltà di invitare alle riunioni del C.D. ospiti d'onore, tecnici o Soci in forma temporanea o permanente per la durata in carica del C.D. I componenti delle Sezioni, delegati o responsabili delle attività autogestite, in proprio, o per conto del C.D., sono tenuti a partecipare alle riunioni del C.D. onde coordinare la programmazione generale del bilancio di previsione. Essi sono considerati "consiglieri aggiunti" con diritto di rimanere presenti, se lo credono opportuno, anche in caso di "seduta segreta del C.D." convocata o dichiarata all'atto.

 

Art. 20° - Dopo la lettura del verbale di scrutinio, se un eletto dichiara la non disponibilità, verrà sostituito da chi lo segue in ordine di voti (purché non inferiori a 21) nel qual caso il C.D. sarà composto nel numero limitato purché superiore a 5 su 9.

 

Art. 21° - Se l'Assemblea ritiene di non nominare i "probiviri" i loro compiti sono assunti dal C.D. che nominerà nel proprio seno la "Commissione Disciplinare - o Probiviri". Il delegato del C.D. al coordinamento delle attività di Direzione del Circolo Ricreativo ha compiti "disciplinari" di prima istanza, a norma delle vigenti leggi, e può chiedere l'intervento di P.S.

 

Art. 22° - Il C.D. in carica deve provvedere in modo che i Soci possano far pervenire la loro espressione di voto (all'Assemblea) tramite altro socio o familiare, in busta chiusa o a mezzo postale, purché giunga in Sede per la "Commissione Elettorale o Collegio di Scrutatori" entro le ore 22 del giorno di convocazione dell'Assemblea elettiva.

 

IL CONSIGLIO DIRETTIVO (O DETTO D'AMMINISTRAZIONE)

 

Art. 23° - Ai lavori del C.D. possono essere ammessi tutti i Soci purché non disturbino e non intervengano nelle discussioni se non autorizzati dal Presidente (o f.f.) e si impegnino a mantenere il "segreto d'ufficio". Il Presidente inviterà ad allontanarsi temporaneamente dalla sala di riunione i non componenti del C.D. per ragioni di turbamento della seduta, non attenendosi questi alle regole. I componenti eletti del C.D. restano in carica (di norma) per anni 3 e sono rieleggibili.

 

Art. 24° - Il Consiglio Direttivo e convocato dal Presidente (o f.f.) entro il 20 di ogni mese per il primo lunedì non prefestivo o festivo del mese successivo, salvo una pausa per i mesi di luglio e agosto. Il Presidente ha facoltà di convocare il C.D. in seduta straordinaria e con data diversa dal lunedì con invito a domicilio o consegna in Sede.

 

Art. 25° - Il Consiglio Direttivo e investito dei più ampi poteri per la ge­stione dell'Associazione e gli spetta, fra l'altro:

a.  L’esecuzione delle legali delibere assembleari.

b.  Redigere (o delegare a studio preposto) il bilancio consuntivo, con rendiconto economico-finanziario.

c.   Predisporre eventuali "regolamenti interni" con contratti a norma di legge per le gestioni commerciali.

d.  Stipulare tutti gli atti inerenti all’attività sociale.

e.  Deliberare l'accoglimento, come il recesso e l'esclusione degli associati.

f.    Nominare i responsabili delle "commissioni o sezioni".

g.  Compiere tutti gli atti e le operazioni per la corretta tenuta amministra­tiva dell'associazione, che non siano spettati dell'Assemblea dei  Soci, ivi compresa la determinazione della quota associativa.

h.  Vigilare sul buon funzionamento di tutte le attività sociali e sul coor­dinamento delle stesse.

 

Art. 26° - In caso di mancanza di uno o più componenti eletti, il C.D. continuerà purché alle sedute siano presenti almeno 5 sui 9 eletti. Le assenze giustificate non fanno regola.

 

Art. 27° - Mancando qualche componente eletto nel corso del triennio, su proposta del Presidente, alla successiva Assemblea, si possono eleggere nuovi componenti per i soli posti vacanti, the scadranno con il C.D. in carica, ma saranno rieleggibili se si candideranno volontari.

 

Art. 28° - II Presidente del C.D. ha la firma di legale rappresentante dell'Associazione.

 

 

COLLEGIO DEI REVISORI

 

Art. 29° - Il Collegio dei Revisori dei Conti deve controllare la tenuta amministrativa, firmando il bilancio consuntivo con il Presidente. Il Pre­sidente del Collegio può partecipare alle riunioni del C.D. E tenuto a farlo su invito del Presidente.

 

 

PUBBLICITA' E TRASPARENZA DEGLI ATTI SOCIALI

 

Art. 30° - Oltre alla regolare tenuta dei libri sociali (Assemblea, Consiglio Direttivo, Collegio Revisori dei Conti, Elenco Soci) deve essere assicurata una sostanziale pubblicità e trasparenza degli atti relativi all'attività dell'Associazione, con particolare riferimento ai bilanci o rendiconti annuali, da presentare all'Assemblea dei Soci (marzo) per l'approvazione, unita­mente ai bilanci di future previsioni.

 

Art. 31° - I documenti amministrativi e gli "atti sociali" devono essere conservati presso la Sede Sociale o, per gli anni di merito, presso il consulente contabile delegato come da Legge 633/72.

 

Art. 32° - I Soci che desiderano prendere atto, per lettura in C.D. o in Assemblea, possono chiedere copie in visione, facendosi carico delle spese, con richiesta al Presidente del C.D.

 

Art. 33° - Per quanto non contemplato nel presente Statuto, ci si rimette


 

all'Assemblea generale annuale dei Soci (marzo) che ha poteri sovrani per suggerire l'aggiornamento con la delibera unanime, su proposta del C.D.

 

 

CLAUSOLE COMPROMISSORIE, LASCITO TESTAMENTARIO

 

Art. 34° - Nella eventualità di scioglimento della Associazione, decisa da un'Assemblea straordinaria di tutti i Soci, con la presenza di un notaio o, per superiore provvedimento di legge dello Stato della Repubblica Italiana, il capitale sociale non divisibile (e non indebitabile) fra i Soci passera alla proprietà del Comune di Faenza.

Il C.D., con la rettifica dell'Assemblea, impegnandosi nel bilancio annuale programmato al pareggio, non potrà indebitare il patrimonio dell'associazione senza il parere della Giunta Comunale del Comune di Faenza (erede testamentario) o per particolari casi di "convenzioni" per prestiti o mutui agevolati.

Tale responsabilità e estesa ai componenti del C.D. come ai "Soci o non" sostenitori o componenti del Consiglio di gestione delle sezioni istitutive o "gruppi" con gestioni autonome e loro affiliazioni ad Enti vari. I componenti del C.D. dell'associazione possono trattare con proprie garanzie "chirografarie" per cessioni di "fidi bancari", "mutui chirografari" ecc. sottoscrivendo l'impegno all'unanimità presso l'Istituto bancario concedente.

In caso di dichiarato scioglimento, redatto dal notaio, la Giunta del Comune di Faenza potrà affidare l'incarico di "Commissario Straordinario" ad un Socio o persona gradita, per un tentativo di ricomposizione della "Ragione Sociale" entro un periodo non superiore a sei mesi.